Oldofredi

Castello Oldofredi

Il castello di Iseo e l’espansione dell’abitato tra XI e XII secolo

Tra l’XI e il XII secolo l’importante centro di Iseo, affacciato sulla sponda bresciana del Sebino, imprescindibile snodo degli scambi commerciali tra territorio Bresciano e Bergamasco, conosce un rinnovato sviluppo economico, a cui corrisponderà un’espansione dell’abitato: a questo periodo risale il nucleo più antico del castello, edificato sicuramente entro la fine del XII secolo come cinta difensiva, dotata di una torre di dimensioni notevoli, di dodici metri per lato, che svolgeva la funzione di mastio. La torre, che un tempo sorgeva sul lato meridionale e che rappresenta l’unica parte superstite della prima fondazione, oggi non è più visibile dall’esterno, perché inglobata nelle strutture dell’attuale castello.

Distruzione nel 1161 e ricostruzione tra XIII e XIV secolo

Il castrum più antico, infatti, ad eccezione del mastio, fu completamente distrutto durante l’assedio del Barbarossa del 1161, a cui seguì un terribile incendio, ricordato anche nel Liber Potheris di Brescia. La struttura che oggi possiamo ammirare sorse tra XIII e XIV secolo sulle rovine della precedente, grazie, soprattutto, all’iniziativa di Giacomo da Iseo, della casata degli Oldofredi: il castello, di pianta rettangolare, venne dotato di una robusta cortina muraria, con quattro torri angolari fortemente aggettanti verso l’esterno rispetto al perimetro delle mura, circondate da un fossato, ancora visibile sui lati ovest e sud. Le torri erano scudate, ossia composte da soli tre muri perimetrali, rivolti verso l’esterno per difesa, mentre il lato rivolto verso la corte interna, era dotato di camminamenti utili al controllo visivo dell’avversario e all’organizzazione dell’offensiva.

La base scarpata come rafforzamento difensivo

Ad ulteriore difesa del castello, le torri vennero dotate di base scarpata, ossia di un’ulteriore parete obliqua appoggiata ai muri d’alzato, al fine di renderli di difficile accesso al nemico.

Mura, accessi ogivali e stemma degli Scaligeri

La superficie muraria, che oggi appare ricca di finestre, aggiunte in un momento successivo, si presentava compatta e priva di aperture, ad eccezione di poche feritoie aperte sulle torri. L’accesso al castello era garantito da nord e da sud da due ingressi con arco ad ogiva, protetti rispettivamente da una torre e dal mastio: sulle chiavi di volta è presente lo stemma degli Scaligeri, signori di Verona, il cui dominio, nei primi decenni del Trecento, si era esteso anche al territorio bresciano e di cui gli Oldofredi erano alleati.

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via Mirolte, 25049 Iseo