Discipline San Silvestro Iseo

Disciplina di S. Silvestro

San Silvestro e l’area sacra della Pieve di Iseo tra XII e XIII secolo

La chiesetta romanica di San Silvestro sorse tra XII e XIII secolo in un’area di grandissima rilevanza nell’abitato di Iseo: quella della Pieve e dei suoi edifici annessi, un’area sacra posta sul percorso che conduceva dalla riviera sebina settentrionale all’agglomerato urbano di Iseo, un complesso che comprendeva il battistero, area cimiteriale, chiostro e case dei canonici.

Tradizione della Pieve di Sant’Andrea e possibile antecedente della titolazione a San Silvestro

Secondo la tradizione, la Pieve di Sant’Andrea era stata fondata nella seconda metà del VI secolo dal Vescovo Vigilio, in un periodo particolarmente travagliato per l’arrivo dei Longobardi a Brescia e la conseguente fuga del vescovo dalla città. La titolazione a San Silvestro, papa protocristiano che battezzò Costantino, potrebbe indicare una costruzione precedente, poi sostituita dall’edificio romanico.

La Disciplina della Santa Croce e il ruolo confraternale

Alla fine del XV secolo la chiesa di S. Silvestro divenne sede della Disciplina della Santa Croce: la vicinanza alla chiesa di Sant’Andrea, pieve prima e parrocchiale poi, avrebbe favorito la partecipazione attiva della confraternita alla vita religiosa della comunità.

Rimaneggiamenti settecenteschi e affreschi tra Quattro e Cinquecento: la Danza Macabra

Il complesso risulta interamente rimaneggiato nel XVIII secolo, come ambiente ad aula unica voltato a botte, decorato con stucchi barocchi. Ma l’aspetto più interessante, celato sotto l’intonaco settecentesco, è costituito da una serie di affreschi databili tra l’ultimo decennio del XV secolo e la prima metà del successivo. Nel giro d’abside si conserva l’affresco della Danza Macabra, iconografia cara ai Disciplini, che si articolava come una vera e propria danza tra uomini e donne di diverse classi sociali (artigiani, alti prelati, nobildonne, popolane, contadini) e uno scheletro, allo scopo di ricordare al fedele la caducità della vita terrena.

Le confraternite laiche e l’assistenza ai moribondi

Le confraternite laiche, infatti, tra i molti compiti che dovevano svolgere per la comunità, si occupavano anche della cura dei fedeli poco prima della morte, avvalendosi anche di libri morali appositamente stampati e utilizzati per il conforto e la consolazione dei moribondi.

Modelli a stampa e terminus post quem: il Livres d’Heures del 1488

L’affresco, come accade anche per altri cicli sparsi sul territorio, deriva la sua iconografia dall’illustrazione libraria: le figure riprendono molto fedelmente le incisioni del Livres d’Heures à l’usage de Rome, Parigi, Philippe Pigouchet per il libraio Simon Vostre, stampato nel 1488, data che costituisce un terminus post quem per gli affreschi di Iseo.