Chiesa di S. Eufemia
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Dall’origine altomedievale alla ricostruzione quattrocentesca e alla nuova funzione parrocchiale
Posta al centro di un’area cimiteriale, circondata dalla natura, la chiesa di S. Eufemia, la cui fondazione risale all’alto medioevo (VIII secolo circa) venne interamente ricostruita nel XV secolo, quando venne adibita a parrocchia: si rese quindi necessario ampliarla, dotandola di un’aula unica scandita da arconi ad ogiva e tetto a spioventi con travi di legno. Uno spazio destinato ad accogliere una decorazione dipinta, fatta di riquadri singoli, in forma di ex voto, o di cicli completi.
Il sacello della parete destra: finta pala e avello funebre dei Della Corte e Federici
Sulla parete destra, all’interno di un sacello con nicchia a mezzaluna, sormontata da un’Annunciazione, compare una pala dipinta, ad imitazione di quelle pale ad incasso su supporto ligneo diffuse soprattutto in area centro italiana per i monumenti funebri. E anche nel caso di S. Eufemia, ci troviamo di fronte ad un avello funebre, realizzato vicino alla tomba di Federico della Corte, legato alle famiglie dei Della Corte e dei Federici, i cui stemmi compaiono nelle paraste dell’incorniciatura.
S. Gottardo e l’altare perduto: la finta pala affrescata
La finta pala, affrescata su muro, vede al centro la figura di S. Gottardo in abiti vescovili e testimonia la presenza di un altare a lui dedicato: resta ancora, ben visibile al centro di due finti drappi, lo spazio dove un tempo doveva essere collocato.
Santi contro la peste e attribuzione al Maestro di S. Cassiano
Il fatto che S. Gottardo sia affiancato da S. Rocco e S. Sebastiano, santi taumaturghi invocati contro la pestilenza, ci testimonia la necessità di una protezione divina efficace contro la malattia. Per quanto questo affresco possa sembrarci arcaico nei modi, venne compiuto quasi certamente attorno al 1524 ed è attribuito ad un maestro molto attivo, chiamato convenzionalmente Maestro di S. Cassiano: a lui possono essere ricondotti affreschi nella chiesa di S. Antonio a Sale Marasino, in S. Maria in Favento ad Adro e nella chiesa della Madonna dell’Avello di Ome.
Il presbiterio: storie di S. Eufemia e richiami alla Passione di Cristo
Il presbiterio, databile agli anni ’20 del Cinquecento, è invece interamente dedicato alla figura della santa dedicataria del luogo, di cui vicenda e martirio, che si sviluppa nei riquadri del registro intermedio, sono accostati ad episodi della Passione di Cristo, disposti nelle lunette. Al centro, al di sopra dell’altare, una finta pala dedicata alla santa protagonista del ciclo, sormontata da una Madonna con il Bambino.
Un ciclo rinascimentale tra Lotto e l’attribuzione a Floriano Ferramola
Il pittore, che si mostra pienamente aggiornato alle ultime novità del rinascimento lombardo dei primi decenni del Cinquecento e consapevole del ciclo dipinto con Storie di S. Barbara compiuto da Lorenzo Lotto presso l’Oratorio Secco Suardi a Trescore Balneario (Bergamo), è stato genericamente identificato con Floriano Ferramola, che realizza in S. Eufemia uno degli spazi dipinti più suggestivi di tutto il territorio franciacortino.
link e informazioni utili
Orari di visita: visitabile su richiesta oppure durante determinati periodi
Bene di proprietà privata