Cologne Chiesa Parrocchiale SS Gervasio Protasio

Chiesa Parrocchiale SS. Gervasio e Protasio

La parrocchiale dei SS. Gervasio e Protasio: ricostruzione neoclassica e grandi protagonisti

Al centro di Cologne, sullo sfondo del Monte Orfano, sorge la parrocchiale dedicata ai SS. Gervasio e Protasio, punto di fuga della veduta urbana dell’abitato. Documentata sin dall’età romanica, la chiesa venne interamente ricostruita tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento, assumendo le forme di elegante architettura neoclassica che oggi conosciamo. La parrocchiale è infatti un magnifico esempio di neoclassicismo applicato ad un’architettura sacra, la sua fabbrica vide il coinvolgimento di importanti artisti, tra cui spiccano i nomi del celebre architetto Rodolfo Vantini, i cui diari documentano frequenti visite a Cologne tra il 1833 e il 1835, e il pittore Giuseppe Teosa (Chiari 1760 – Brescia 1848), artista coinvolto in committenze di prestigio, come l’importante decorazione del Teatro Grande di Brescia con l’Apoteosi di Napoleone e la decorazione, tra 1813 e 1814, di Palazzo Gnecchi, nella stessa Cologne.

La facciata neoclassica e l’aula unica con presbiterio monumentale

La facciata, dagli eleganti volumi architettonici, si presenta come fronte di tempio neoclassico, con timpano triangolare senza fregio e con trabeazione a dentelli, sostenuto da quattro imponenti colonne corinzie innalzate su plinti quadrangolari.
All’interno, la chiesa si presenta nella sua monumentale aula unica, dotata di altari laterali e profondo presbiterio: ed è proprio nel presbiterio che si concentra l’opera dei grandi artisti che, lavorando ad architettura, scultura, arredo e pittura murale, crearono un vero e proprio “tempio nel tempio” del neoclassicismo sacro.

Il presbiterio “tempio nel tempio”: Vantini, Tagliani e la pala di Pietro Marone 

La struttura, con eleganti paraste dal capitello corinzio, sormontata da una cupola, vede il suo fulcro nell’altare ridisegnato da Rodolfo Vantini, tra il 1831 e il 1834, e realizzato con diversi marmi da Adamo Tagliani da Rezzato. La cornice a frontone di tempio, con quattro colonne classiche sormontate da un timpano, racchiude la pala d’altare di Pietro Marone del 1588, firmata Petrus de Maronibus pinxit. Sempre Vantini disegnò gli arredi e gli elementi decorativi del presbiterio, in particolare la croce dell’altar maggiore, le due lampade sorrette da mensole in ferro battuto e le cantorie.

Gli affreschi di Giuseppe Teosa: ciclo dei martiri e Gloria in cupola

Sulla volta, gli affreschi di Giuseppe Teosa da Chiari, dedicati al culto dei SS. Gervasio e Protasio, completano la visione d’insieme: nei medaglioni prosegue la narrazione cominciata con il Martirio della pala di Marone, S. Ambrogio su ispirazione divina ricerca i corpi dei martiri e Ritrovamento e trasporto delle reliquie. Il movimento ascensionale, suggerito dalla grande lunetta che corona il presbiterio, con l’Assunzione della Vergine, culmina nella cupola, sorretta da peducci con i Quattro Evangelisti, decorata con una Gloria dei Martiri Gervasio e Protasio.

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Orari di visita: chiusa 12-15

Bene di proprietà privata