Museo d’Arte Orientale Collezione Mazzocchi
- Home
- /
- Arte e cultura
- /
- Musei, collezioni e studi d’artista
- /
- Museo d’Arte Orientale Collezione Mazzocchi
Pompeo Mazzocchi, i viaggi in Oriente e la nascita della collezione
Il Museo d’Arte Orientale, parte della più ampia Fondazione Mazzocchi, deve il proprio nome al collezionista Pompeo Mazzocchi (8 luglio 1829 – 7 aprile 1915), personalità viaggiatrice, che nel pieno XIX secolo, quando una terribile malattia aveva colpito i bozzoli da seta, mettendo a rischio la produzione lombarda, riesce a importare il prezioso baco dall’Oriente, salvando così la produzione territoriale. Dal suo diario, pubblicato postumo nel 2010, apprendiamo che l’imprenditore, tra il 1864 e il 1880, compì almeno quattordici viaggi in Oriente, muovendosi tra Corea, Cina e Giappone, alla ricerca del prezioso baco da seta, ma non mancando, al contempo, di procurarsi numerosi oggetti d’arte, formando così una preziosa collezione.
La raccolta: manufatti giapponesi e donazione alla comunità
L’eclettica collezione di Mazzocchi comprendeva manufatti di natura diversa, dalle porcellane alle armi, dalle lacche ai manufatti di legno, stampe, gioielli, pitture e ceramiche, prevalentemente di arte giapponese, che l’imprenditore ebbe modo di acquistare soprattutto al mercato di Kyoto, il più importante dell’epoca per l’acquisto di oggetti d’arte. Proprio ai manufatti giapponesi, databili tra il XVI e il XVIII secolo, è dedicata la raccolta del Museo, donata alla comunità nel 1961 dal figlio di Pompeo, Cesare.
Il percorso espositivo e la sala del viaggio verso Oriente
Il museo, che ripercorre gli avventurosi viaggi di Pompeo Mazzocchi in Oriente, si suddivide in quattro sezioni tematiche, a cominciare dalla sala dedicata al tema del viaggio verso Oriente, con il ritratto fotografico di Mazzocchi stesso e della moglie in abito orientale, accompagnato dai suoi documenti di viaggio.
Il Giappone imperiale: samurai, armature, tsuba e stampe di Hiroshige
La seconda sala si concentra sul quadro storico e sociale del Giappone imperiale e della casta dei samurai, nobili membri delle gerarchie militari: qui sono esposte due suggestive armature da samurai complete, databili tra XVIII e XIX secolo. Esemplari di altissimo interesse della raccolta sono costituiti dagli tsuba, vocabolo che indica l’impugnatura della spada: è un’arma di piccole dimensioni, destinata ad un bambino. L’esposizione è arricchita da una serie di stampe attribuite a Hiroshige (Edo 1797-1858), uno dei più grandi incisori e paesaggisti dell’Ottocento giapponese.
Vita quotidiana e arti del Giappone: netsuke, oggetti meccanici e quaderni di Hokusai
Alla vita quotidiana nella cultura giapponese è dedicata la terza sala, che espone manufatti di grande interesse e preziosità, come i piccoli oggetti in legno laccato di uso domestico e i netsuke, ossia le piccole statuette tradizionali giapponesi in avorio legate a tematiche mitologiche o naturalistiche. Non mancano curiosi oggetti meccanici, come l’acquarietto con coperchio in vetro, avorio e lacca, contenente delle tartarughe in movimento, di grande preziosità materica e tecnica. La sezione è completata dai magnifici quaderni del grande artista Hokusai, massimo esponente dell’arte del XIX secolo, maestro degli ukiyo-e, le stampe artistiche giapponesi.
link e informazioni utili
Orari di visita: visitabile su prenotazione
Costo del biglietto: 5€ intero, 3€ ridotto
Bene di proprietà privata